Vorrei mostrare con un esempio pratico ciò che si può ottenere con la Gnatologia.

Poiché una dimostrazione palese e comprensibile da tutti di ciò che si può ottenere con un trattamento Gnatologico è assai difficile da mostrare in quanto tante soluzioni non possono essere messe in evidenza poiché non visibili, ma captate solo dal Paziente, quindi bisogna affidarsi  solo alla valutazione sintomatologica dello Stesso , ed anche se evidenziabili, come ad Es. manifestazioni cutanee, oftalmiche, ecc. potrebbero essere interpretate come il frutto di una combinazione fra Terapeuti, mentre voglio mostrare, col caso in oggetto, una cosa apprezzabile senza alcuna ombra di dubbio.

La Retrazione Mandibolare, è stata sempre spiegata come possibile solo con l'intervento del Chirurgo, ma non è mai stato detto  che si deve ottenere, quasi sempre, senza il  ricorso allo Stesso ed all'estrazione di denti, e senza eliminazione od apporto di osso.

E' quanto vado mostrando, il tutto suffragato da fotografie e da calchi in gesso delle arcate dentarie e del loro posizionamento, prima e dopo il trattamento.

E' opportuno premettere alcuni concetti di base prima di iniziare a visionare un Avanzamento Mandibolare retratto gnatologicamente :

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Ortodonzia: allineamento dei denti mal posizionati sulle arcate dentarie (Mascellare e Mandibola);

Ortopedia dei mascellari: spostamento dei mascellari e della mandibola per un giusto raffronto fra le arcate dentarie;

Gnatologia: studio dell'attività motoria della Mandibola e del suo rapporto di combaciamento col Mascellare.

Il caso illustrato, e tutti quelli analoghi, rientra nella classificazione dell'Ortodonzia e dell'Ortopedia dei Mascellari.

Fino ad ora, come già detto, l'avanzamento e la retrazione della Mandibola sono sempre stati trattati dal Chirurgo Maxillo-Facciale, per il giusto raffronto delle arcate dentarie, senza consultare uno Gnatologo, forse non pensando che assai spesso tali anomalie potessero insorgere come conseguenza di una Malocclusione e solo con un trattamento Gnatologico il raffronto potesse essere raggiunto e mantenuto.

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Ecco perché, proprio per quanto riguarda l'Ortodonzia e l'Ortopedia dei Mascellari, e nei casi rientranti nell'ambito della Gnatologia, quanto è stato fatto, sia pure anche Chirurgicamente, non in ossequio alla Scienza Gnatologica, il più delle volte, non mantiene la posizione raggiunta e si ha il ritorno alla anomalia primitiva.

Purtroppo si è sempre creduto, che il fatto fosse dovuto a Denti troppo grandi, a Mandibole (ossa della parte inferiore della bocca) troppo piccole o troppo grandi rispetto al Mascellare, o a Mascellari (ossa della parte superiore della bocca) troppo voluminose o poco adeguate alla Mandibola sottostante od alla spinta di una lingua troppo voluminosa che portasse in avanti la Mandibola stessa sviluppandola eccessivamente, e di qui il ricorso alla Chirurgia Maxillo-Facciale.

Non escludo che esistano anche queste evenienze e quindi non deve mai essere intrapreso un trattamento Ortodontico od Ortopedico o Chirurgico dei mascellari senza uno studio Gnatologico che potrebbe giustificare la chirurgia.

Il caso che viene mostrato espone questo concetto Gnatologico per suffragare visivamente quanto è stato affermato.

Il Paziente in oggetto era stato anch'esso inviato al Chirurgo Maxillo-Facciale!

Per documentarlo ho riprodotto le fotografie e le radiografie partendo dall'inizio fino alla fine del trattamento, per gentile autorizzazione del Paziente stesso, naturalmente omettendo tanti passaggi intermedi che avrebbero solo una valenza tecnica.

Questo caso, come è stato detto, è imperniato su un avanzamento mandibolare in continua evoluzione (Fot. 6).

Non si é ricorso ad estrazioni ed il Paziente, per puro caso, era affetto da Agenesia di un premolare inferiore sinistro (mancanza spontanea), come del resto si rileva dalla radiografia panoramica delle arcate dentarie (Fot. 7), ma se anche avesse avuto tutti i denti, il risultato sarebbe stato il medesimo, anzi migliore, in quanto, la carenza di denti, obbliga lo Gnatologo ad affrontare dei compromessi per il raffronto fra le arcate dentarie.

Un tale risultato si ottiene similarmente, sia per l'avanzamento della Mandibola, sia per la retrazione della stessa, quando ricorrano i presupposti per poterle eseguire: infatti, come è già stato detto in atra parte, ognuno reagisce in maniera diversa allo stesso stimolo e così anche con l'avanzamento o la retrazione mandibolare.

Purtroppo, all'inizio del trattamento, si presentavano già delle mancanze marginali sulle ossa di supporto dei denti, nonostante la giovane età del Paziente (Fot. 7), come risultato del cattivo raffronto fra i denti delle due ossa, ed è stato il trauma d'occlusione consequenziale che ha fatto il danno maggiore.

Tali mancanze non sono colmabili e rimarranno così nonostante sia stata riportata nella giusta posizione la mandibola.

Infatti le carenze in altezza del margine dell'osso di sostegno dei denti non sono eliminabili in quanto non esiste terapia adeguata chirurgica o meno, capace di favorire la crescita dell'osso nonostante queste terapie vengano descritte come possibili.

Il mantenimento della posizione ottenuta necessita di un "Supporto", uno "Splint" o "Placca", che dir si voglia, per favorire la competenza fra le arcate dentarie che altrimenti non c'è, come si rivela dalle foto (Fot. 13 - 14), in caso contrario, se ciò non si facesse, le fatiche sostenute dal Paziente, come già esposto, risulterebbero vane in quanto il tutto ritornerebbe allo stato primitivo ed in breve tempo dato che non c'è appoggio fra le arcate dentarie durante la deglutizione.

Le compensazioni del non rapporto devono essere riviste periodicamente per mantenere il giusto raffronto, data la mobilità mandibolare, che si sposta con estrema facilità, per raffrontare le due arcate dentarie, se ci sono delle inadeguatezze durante la deglutizione.

L'aggiustamento deve essere fatto in rapporto alle sintomatologie muscolari proprie d'ogni singolo Paziente.

Se ci fossero degli ostacoli al raggiungimento dello scopo, entrerebbero in funzione le fibre muscolari atte a spostare la mandibola affinchè ciò possa avvenire, ricreando la premessa del problema primitivo.

La non conoscenza della metodica necessaria fa dire a Coloro che l'avversano, che ciò non è raggiungibile nella maniera descritta o che non è possibile mantenere la posizione.

Le serie di Foto possono documentare, meglio di ogni discorso, quanto precedentemente comunicato.

Le foto e le radiografie hanno la sequenza ordinata da prima del trattamento alla fine, cioè come si presenta oggi il Paziente.

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Ma allora la "Gnatologia" è proprio una Scienza "multidisciplinare", così come da più parti viene definita ?

Se per "multidisciplinare" dobbiamo intendere una Scienza che abbraccia un vasto campo della Medicina, la risposta è senz'altro positiva e la vasta sintomatologia che è stata esposta sommariamente ne è la prova ; ma se per "multidisciplinarietà" dobbiamo intendere un trattamento collegiale del Paziente, cioè curato da più Specialisti, la risposta è certamente negativa.

Infatti ogni Medico vedrebbe la sintomatologia secondo l'ottica della Sua Specialità tralasciando il vero problema causale, che, se è stato accertato essere "Gnatologico", deve essere lasciato completamente in mano ad uno "Gnatologo" e qualunque altra interferenza sarebbe di danno per il Sofferente.

Occorreranno certamente delle attrezzature elettroniche per fare diagnosi ed eseguire terapie gnatologiche!

In questa Scienza, esclusi semplici e routinari accertamenti, non necessitano, sia per la diagnosi che per il trattamento, attrezzature trascendentalmente sofisticate, ma solo una grande manualità ed esperienza da parte dell'Operatore.

E' comprensibile che ciò possa sembrare un discorso opportunistico in quest'era dove l'Elettronica la fa da padrona, ma per poter fare uso di essa in Gnatologia, bisognerebbe poter "interfacciare" il "cervelletto" del Paziente con la "macchina". Infatti lo strumento elettronico non crea nulla per sua intelligenza senza l'impostazione dell'uomo che neppur Lui, è in grado di anticipare.

In effetti le modificazioni che avvengono nella posizione della mandibola sono istantaneamente comunicate alla muscolatura di tutto il corpo, che nè un attrezzo, sia pure il più sofisticato che esista, né il Professionista più avveduto, potranno mai prevedere in quanto imprevedibili e che, al contrario, lo Gnatologo captando con la palpazione la contrattura delle fibre muscolari capisce dove deve andare ad agire per decontrarle.

E se si estraessero tutti i denti e s'inserisse una dentiera ?

Nulla è più errato di questa proposta in quanto non si otterrebbe nulla di positivo, poiché, lo spostamento tridimensionale della mandibola si è già instaurato, e la protesi complicherebbe il "Trattamento Gnatologico", dato che mancherebbero le terminazioni nervose dei denti, tanto utili per il riposizionamento mandibolare, che, assieme ad essi, se ne sarebbero andate.

INFORMAZIONE SCIENTIFICA

(Quanto segue è stato oggetto di comunicazione al Congresso Internazionale : "Emozioni, Patologie, Terapie in Psichiatria svoltosi a Roma il : 10 - 11 - 12 Dicembre 1992 e pubblicato sul "Volume Comunicazioni" pp. 295-302.)

[N.B. : Pur trattando, apparentemente, un argomento specifico, nel proseguo della "Informazione" viene sviscerato tutto il Meccanismo Malocclusale da cui conseguono le sintomatologie che sono state esposte precedentemente seguendo un filo conduttore comprensibile ai non addetti ai lavori. Volutamente, purtroppo, non è stata affrontata, che per sommi capi, la parte riguardante il trattamento, poichè ciò è inesprimibile, in quanto è il risultato d'interpretazioni individuali di reazioni muscolari valutate ed elaborate dal Professionista.]